Primi su Google grazie al Domain Authority. Cosa fare e cosa non fare

Al posizionamento di un sito contribuisce anche il DA (Domain Authority), e più è alto questo valore, maggiore sarà la possibilità di essere primi su Google. Il DA misura l’affidabilità del dominio e ha un alto valore discriminante nel caso questo sia un valore basso. Per calcolarlo, così come il PA (page authoriy), basta scaricare la piccola utility di MOZ e installarla nel reparto dei componenti aggiuntivi di Chrome o Firefox. Anche il DA ha un valore da 0 a 100 e per aumentare questo valore sono necessari tre fattori + un jolly, chiamiamolo così.

I tre fattori sono età, dimensione e popolarità del dominio. I siti che creano spam per esempio sono altamente penalizzati dal DA, perchè nascono, “crescono” e muoiono nel giro di un anno e quindi non potranno mai generare affidabilità, così come non potranno generarla tutti quei siti compromessi o infetti. Per esempio, sempre lo strumento Search Console di Google scansiona i vostri siti alla ricerca di errori segnalando al proprietario eventuali problemi e chiedendone la correzione. Mi è personalmente capitato con un mio sito che allo stato attuale è un po’ fermo, ilportaledelsalento.net, Google il 29 aprile scorso ci ha avvisato di aver rilevato contenuti compromessi sul sito, una terza parte aveva aggiunto contenuti nascosti o di cloaking in alcune pagine.

Ma torniamo al DA e al jolly per far crescere questo valore. Dato che ogni sito esistente ha un suo valore di DA il jolly consiste nel trasferire un po’ di DA da un sito all’altro, una sorta di raccomandazione. Prendiamo per esempio borgotradizioni.it, che ha un DA pari a 1, ma nel momento in cui io creo il link a quel sito trasferisco la DA di borgagne.it (pari a 17) al sito in questione. Non che 17 sia un valore molto alto, sia chiaro, ma è sempre meglio di 1. Quindi, qualcuno penserà che questo metodo sia la quadratura del cerchio, perchè basta avere un po’ di questi siti con DA elevato e il gioco è fatto. No, invece, questo metodo, che si chiama link building, è molto disapprovato e penalizzato da Google e se vi becca a usarlo vi penalizza così come sta penalizzando tutti quei siti che lo hanno finora applicato. Si lo so, state pensando che quando arriviamo noi finisce tutto, sempre così. Ah! un’ultima annotazione, e condividere su Facebook il proprio sito porta benefici? Porta autorevolezza? Porterà sicuramente delle visite a chi è interessato all’argomento ma l’affidabilità, il DA, di Facebook rimane ancorato al social network. Questo non significa che non dovete condividere, solo che non ci sperate troppo.