Grotta della Poesia di Roca: analisi delle chiavi di ricerca

Tripadvisor, Booking, Trivago, Momondo e tutti gli altri servizi online di prenotazione spadroneggiano e indirizzano la nostra vacanza. Prima di prendere una decisione è obbligatorio visitare questi siti per informarci su cosa vedere, cosa mangiare, dove andare, le impressioni di chi ci è già stato e via di seguito.

In questa ricerca non sono da meno i siti che si occupano di viaggi, nell’esempio che stiamo per trattare parleremo di una rivista online, travel365.it, che nel novembre 2013 stilò una speciale classifica: le 10 piscine naturali più belle al mondo. E Roca, con la sua “Poesia” era nell’elenco.

Fino ad allora il luogo era conosciuto dalle popolazioni locali e da quei turisti che, venuti in vacanza nel Salento, vi venivano accompagnati. Basti pensare che la chiave di ricerca “Grotta della poesia” su Google generava, nella settimana dal 18 al 24 agosto 2013, 20 ricerche; la keyword “La poesia Salento” nella stessa settimana 75 ricerche e “piscine naturali Salento” solo 27 ricerche, sempre su Google.

Dal novembre 2013, da quando uscì l’articolo sulle piscine naturali la situazione cambiò decisamente. Da allora è stata una continua crescita e l’offerta dei siti che trattavano l’argomento crebbe. Oggi è difficile pensare di posizionare un sito, nuovo, ai primi posti di Google con le keyword citate prima come sarà difficile sperare che questo articolo possa balzare in cima alle ricerche.

Nel 2016 le tre chiavi di ricerca hanno generato questo risultato: nella settimana 14-20 agosto “Grotta della Poesia” 96 ricerche; “La poesia Salento” 100 ricerche; “Piscine naturali Salento” 100 ricerche. Un luogo conosciuto solo ai salentini è divenuto di improvvisamente di dominio pubblico. Dall’estate 2014 è divenuto obbligatorio per i turisti affacciarsi alla Poesia e magari riuscire a farsi un bagno o un tuffo. Per ogni turista venuto nel Salento è stato obbligatorio fare un selfie e le immagini si sono moltiplicate sia sui social network che nei contenitori multimediali.

Francesco Cappello